Il lupo che, trovato morente in un fiume dell'Appennino bolognese, viene salvato

 

L’AMACA del 26/02/2012 di Michele Serra

C’è un video, su Repubblica online, che desta meraviglia e commozione anche nei cinici e negli adulti (i due termini sono spesso coincidenti). È il salvataggio di un lupo trovato assiderato e morente in un fiume dell’Appennino bolognese. Il cuore non batte più. I volontari di un centro di tutela della fauna selvatica (quello del Monte Adone) lo soccorrono. Gli praticano il massaggio cardiaco. Una ragazza gli fa la respirazione bocca a bocca, in una simbiosi uomo-bestia che è mitologia incarnata, e fiaba però vera. Si sente il rumore del fiato, se ne intuisce il tepore nel paesaggio ghiacciato, si scruta il muso del lupo per cercare qualche indizio di vita.Lo portano al caldo, in una casa rurale, lo adagiano su due sedie davanti al focolare. La padrona di casa sorride. Lo asciugano con il phon. Lo trasportano nel centro di recupero. Lo nutrono con le flebo. Si vede il muso affilato riprendere movimento, un orecchio muoversi. Dopo qualche giorno riescono a fargli mangiare un uovo,il rumore della lingua che lappa, per chiunque abbia avuto a che fare con un cane, è una sinfonia. La bestia è salva. Il tutto dura appena un paio di minuti. Bellissimi: bello il lupo, belli i volontari, belli i capelli neri della ragazza che bacia in bocca il lupo e gli ridà la vita.

Da La Repubblica del 26/02/2012.

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